Intervista ai “Puppagiallo”

RitmoInLevare.it intervista GialloMan frontman dei “PuppaGiallo” sull’uscita del loro album “MAN”

puppagiallo

Parlaci un po’ dei Puppagiallo e di GialloMan…Chi sono, la formazione, le origini del gruppo e come nasce la tua passione per la musica?

Sono stato affascinato dai suoni fin da bambino e il mio interesse per il reggae è cresciuto con la lettura di un libro che racconta la spiritualità Rasta, finito tra le mie mani quasi per caso. L’ ascolto del disco “Survival” di Bob mi diede il colpo di grazia: andai alla ricerca di artisti meno conosciuti e devo ringraziare l’ amico Carlo Pistacchi ( uno dei maggiori collezionisti ed esperti di musica reggae, e non solo, a livello italiano ed europeo) che a me e compagni aprì il forziere della sua generosa collezione, facendoci conoscere delle vere e proprie “chicche”.
Mi azzardo a dire che il reggae mi ha salvato la vita: mentre molti coetanei sperimentavano l’ uso di droghe pesanti, io iniziai con entusiasmo a frequentare la cantina di Giorgis (attualmente bassista per Sir Oliver Skardy) e sviluppare brani originali col gruppo “Rasta & Basta”, poi “Kito Roots” e “Wadada”.
La nostra generazione, che si ribellava ad una città ed un mondo sempre più interessato esclusivamente al business, trovò nel reggae lo strumento ideale per dare voce alle “alternative” e non accettare passivamente un destino imposto.
Dopo qualche anno di live e qualche brano registrato per Steve Giant (Rasta Snob sound system) raccolsi le esperienze maturate in “Giallo Man-Nuovo Giorno”, il mio primo album solista. In quel momento non avevo una band per portare in giro il live quindi proposi al gruppo “Caraibi Near” di promuovere la nostra musica assieme: partecipammo al Rototom contest (2005) e arrivammo primi!
Puppagiallo è il nome della attuale formazione che comprende musicisti provenienti da Ska-J (General-batteria), Radio Rebelde (Broderdi-chitarra e voce; Ras Conga-voce e percussioni), Voodoo Phunk (Gabri-basso), Kito Roots (Tatu-tastiere e Lele-chitarra solista), alcune tra le migliori formazioni, a detta di molti, del nostro territorio.
 
Andiamo dritti al sodo…ci spieghi il titolo del disco?
 
“Man” nella parlata veneziana significa “mano/mani”. Questo sta a sottolineare il valore di “fatto a mano” contrapposto alla imperante “standardizzazione”. E’ la ricerca di una sonorità: la nostra. Per raggiungere questo obiettivo io e la band abbiamo curato interamente la produzione, dalla prima microfonatura della batteria fino all’ ultimo settaggio del limiter. E’ un disco “suonato” da strumenti reali, acustici, in cui ritrovo gli accenti della band dal vivo.
 
Nel disco ci sono diverse collaborazioni anche con dei rapper, ci racconti come sono nate e poi evolute nel disco?
 
Seguo da molto tempo la scena rap italiana e il primo che mi ha dato fiducia è stato Esa (massimo rispetto!) che ha gradito un mio free-style tanto da ospitarmi nel disco “Tutti gli uomini del presidente”. Poi ho iniziato a scrivere, comporre, registrare e suonare live assieme a Giuann Shadai & 21 click. Durante uno di questi live set ho conosciuto DjShocca e a sua volta Frank Siciliano e Mistaman, coi quali ho registrato “Non c’è tempo per noi” (contenuto in “Struggle Music”) e “La mia musica” per il disco di Mista. A Ghemon è piaciuto un mio concerto durante il Rototom Sunsplash quindi mi ha invitato a scrivere su alcuni beat di Frank Siciliano: è così che è nata “Dove6” e “Ancora” (in “La rivincita dei buoni”).
Big Mike è il “fradèo” (fratello veneziano) con cui ho già condiviso il palco più volte e ospitato nel Vibestone Studio per alcune combination (“Degheio a Venexia” e “A Venexia”). E’ stato divertente impersonare due rivali in amore nel brano “Boyfriend”.
Penso che il rap contribuisca all’ evoluzione del linguaggio come parte attiva della cultura e merita tutto il mio rispetto come forma artistica e oltre.
 
Cosa ne pensi della scena reggae italiana attuale?
 
Vedo fermento, le produzioni si moltiplicano e la qualità media mi sembra migliorata nettamente rispetto a qualche anno fa ma le realtà che propongono musica dal vivo si sono ridotte. C’è poco supporto per l’ arte nella riconosciuta culla dell’ arte qual’è l’Italia.
 
Hai già  avuto modo di portare in giro con i live o sound system questo nuovo lavoro? e se si, che riscontro hai avuto?
 
Abbiamo fatto alcune date promozionali e la risposta per ora è stata buona: i testi di “Man” sono quasi tutti in italiano e c’è feeling col pubblico. Inoltre il suono della band dal vivo è accurato e caldo, fedele a quello in studio. Per quanto riguarda le dancehall stiamo preparando nuovi riddim e versions che presto porteremo in giro con RasConga. Stay tuned!
Ci lasci i tuoi contatti web così che possiamo sempre raggiungerti e sapere dove suoni?
Nel nostro sito trovate tutte le informazioni aggiornate e le curiosità per chi ci vuole conoscere meglio: www.puppagiallo.it

Recensione Album : http://www.ritmoinlevare.it/puppagiallo-man-il-nuovo-album/

(Manuel “Scara” Scaramuzzino per RitmoInLevare)