
Arabusta Records è orgogliosa di annunciare la sua prossima, imperdibile uscita: la ristampa ufficiale di You Wanna Turn Me On di Osbert Maddo, una vera e propria mina sonora pronta a conquistare appassionati e collezionisti il prossimo 6 novembre.
Pubblicato originariamente nel 1982, You Wanna Turn Me On rappresenta con tutta probabilità il primo vero album di Maddo, un lavoro straordinario registrato nei tre studi che hanno fatto la storia della musica giamaicana a Kingston: Channel One, Harry J e Joe Gibbs.
Il disco immortala l’artista in un affascinante momento di transizione: mentre il sound dancehall si spingeva verso un futuro sempre più aggressivo, i riddim di quest’opera conservavano intatta l’essenza travolgente dei rockers e dello steppers di fine anni ’70, con linee di basso avvolgenti e chitarre vibranti.
In bilico tra due ere, l’album è la testimonianza senza tempo di un’epoca irripetibile, resa leggendaria dalla partecipazione di musicisti straordinari come Sly Dunbar alla batteria, Robbie Shakespeare al basso, Ranchie McLean alla chitarra, Ansil Collins a piano e organo, le percussioni di Sticky e Scully Bongo e la sezione fiati stellare composta da Tommy McCook, Bobby Ellis e Dean Fraser.
Con le registrazioni curate da ingegneri del suono del calibro di Selvin Morrison “The Scientist” e Maxie McKenzie, e la produzione firmata da Tony Shabazz insieme allo stesso Osbert Maddo con Neville Lee come produttore esecutivo, le 10 tracce dell’album tornano oggi a brillare grazie a un curatissimo lavoro di restauro e remastering affidato a Jessica Thompson, sound engineer di San Francisco già candidata ai GRAMMY.
Stampato in Italia dall’eccellenza di Mother Tongue Records, il vinile sarà disponibile sia nel formato LP nero standard completo di inserto con la storia dell’artista e i testi delle canzoni, sia in una preziosissima edizione limitata e numerata a sole 50 copie in vinile viola con inserto, acquistabile in esclusiva su Bandcamp.
(Sevejah / Servizio Stampa RitmoInLevare)
TRACKLIST
DIGITAL STORE: (Bandcamp)
La produzione comprende::
– LP in vinile nero con inserto (con la storia dell’artista + testi)
– LP in vinile viola in edizione limitata con inserto (edizione limitata di 50 copie, in esclusiva su Bandcamp)
CREDITI:
Musice e voci registrati presso: Channel One Recording Studio, Harry J. Recording Studio e Joe Gibbs Recording Studio.
Mixato presso: Harry J. Recording Studio
Tecnico del suono: Selvin Morrison “The Scientist” Maxie McKenzie
I produttori esprimono la loro gratitudine ai seguenti musicisti:
Sly Dunbar – Batteria
Ranchie McLean – Chitarra
Robert Shakespeare – Basso
Ansil Collins – Pianoforte/Organo
Sticky – Percussioni
Scully Bongo – Batteria
Bobby Ellis – Tromba
Tommy McCook – Saxofono
Dean Fraser – Saxofono
Tutti i brani sono stati scritti da Osbert Maddo, eccetto “Public Enemy”, scritto da Tony McKenley
Prodotto da: Tony Shabazz e Osbert Maddo
Produttore esecutivo: Neville Lee
Arrangiamenti ritmici di: Tony Shabazz e Winston Jarrett
Arrangiamenti per fiati di: Bobby Ellis, Tommy McCook e Dean Frazer
Restaurato, rimasterizzato e ripubblicato da Arabusta Records
Uscita prevista: 6 novembre 2026
BIOGRAFIA
Osbert Maddo e nato il 1° novembre 1958 a Dalvey, nella parrocchia di Saint Thomas, in Giamaica, Osbert Maddo è cresciuto con il fratello minore, Hugh “UU” Maddo, nel cortile del caseggiato popolare di Homestead Road, a Rollington Town, East Kingston. Ha frequentato l’Alpha Boys School e in seguito l’Excelsior High, ma sono stati i suoni locali a plasmare il suo percorso: Sir Stanford, Sir Norman, Arrows e Phase 1. Non era il ragazzo più rumoroso del cortile. Cantava per sé stesso, ma ciò che ne usciva era qualcosa di nuovo: una melodia fragile, in falsetto, sinuosa, fatta apposta per la sala da ballo. E una sera, verso la fine degli anni ’70, allo Stereophonic Sound del Bionic Lawn, tutto ebbe inizio. All’improvviso, il suo amico Scarley sfidò il DJ Welton Irie a dare il microfono a Maddo, e senza via di scampo, iniziò a cantare “Skylarking” di Horace Andy. Il locale prese fuoco e così anche Welton, che lo richiamò il fine settimana successivo e quello dopo ancora. Ben presto divenne il cantante residente di uno dei sound system più influenti della Giamaica, un sound system che diede al giovane cantante il suo nome d’arte. Da quel momento in poi, Maddo fu il “Cantante Bionico”. A quei tempi, la regola era semplice: i cantanti si esibivano sul palco con le band dal vivo. I sound system appartenevano ai selector e ai deejay, agli uomini e alle donne che sapevano cavalcare un riddim e far ballare la folla fino alle prime ore del mattino. Un cantante in un sound system era una stranezza, quasi una contraddizione. Ma Maddo non la pensava così. Poco dopo Welton Irie lasciò gli Stereophonic per i Gemini e, con l’arrivo di General Echo, il puzzle fu completo. Maddo si sarebbe inserito con disinvoltura sopra i toasting di Echo e, cantando sopra il sound system, avrebbe fornito qualcosa che non era già inciso su un 45 giri, una voce che poteva vivere nel momento presente insieme al deejay. Cantava per gli Stereophonic in centro e per i Virgo in centro, nelle stesse sere, nella stessa città, ma in due mondi diversi.
I nastri viaggiarono e Joe Gibbs volle Maddo in studio. Lo ha registrato nel mezzo di a Sessione di Dennis Brown con l’ingegnere Errol Thompson. Dopodiché, anche Winston Riley lo volle, e lo ha accoppiato con il generale Echo in combinazioni come Sister Sue e Hotel Fee. La dinamica duo della dancehall, ora impresso su cera. All’inizio del decennio i suoi successi erano ovunque, e una raccolta di debutto intitolata Best of Madoo ha raccolto le sue registrazioni per Riley in un unico posto. Poi, dentro una sola notte, tutto è cambiato. Il 1980 era l’anno delle elezioni e Kingston sanguinava. Su November 22nd, General Echo, Stereophonic owner Big John and selector Colonel Flux were guidando su Constant Spring Road nella Lincoln Continental di Big John quando la polizia fermò l’auto e aprì il fuoco, uccidendoli tutti. “Il movente dell’omicidio”, come canterà Maddo anni dopo Django in Bite Di Dust / Half Way Tree Killing, “è ancora un mistero”. Tre degli uomini al centro della sua vita musicale – il suo deejay, proprietario del suo sound e suo selezionatore – se ne sono andati di colpo.
Maddo ha smesso di registrare per un po’. But the release of Rock With Papa Madoo in 1981 without la sua approvazione lo spinse a rispondere con una sua registrazione. E l’anno dopo sei arrivato tu Wanna Turn Me On, with the Bionic Singer returning as the sound systems first knew him. Dentro Settembre 1983, Maddo partì per gli Stati Uniti, portato da un radiofonista e promotore Clinton Lindsay. Doveva essere un tour, è diventata una vita. Lontano da Kingston, Maddo rallentò down but never stopped making music, initially in New York City, later in Boston and finally in Bangor, nel Maine, dove si stabilì con la sua famiglia. A few more singles followed and in 1990 his final album in studio: Questa signora. The years passed, and in the summer of 2015, Maddo was asked to voice un riddim sull’etichetta portoghese Cubiculo Records. Un progetto di cui si è innamorato ma che non ha mai visto rilasciato. Osbert Maddo è morto nell’ottobre 2015, all’età di 56 anni, il giorno prima del mix finale.
Ha lasciato dietro di sé canzoni piratate, nastri etichettati erroneamente, ortografie contestate e crediti confusi, ma soprattutto all, he left behind a unique voice that still cuts through them all. Maddo ha definito uno spazio che aveva non esisteva del tutto prima di lui: il cantante all’interno del sound system. Il cantante bionico.
Una lettera di suo figlio
Caro papà,
Non c’è un modo preciso per iniziare, nessuna profondità di emozioni o fonte di parole da cui attingere per esprimere quanto tu e la tua musica abbiate sempre significato e significherete sempre per me, ma per questo progetto dovevo provarci.
Sei stato e sei tuttora un faro per me, qualcuno che mi guida nell’oscurità. So che siamo sempre connessi, uniti attraverso Jah e le nostre radici. I miei dreadlocks crescono sempre di più e so che la tua essenza è intrisa di essi, mi hai insegnato ad avere fiducia nella mia cultura e a rimanere connesso alla mia anima, libero dalle catene della società, a ritrovarmi nel ritmo della vita. La tua musica me lo ricorda sempre, piena di anima e scopo, forse un giorno sarò un cantante reggae come desideravi, ma anche se non lo sarò, troverò e ho trovato altri modi per portare avanti la tua eredità, con il cuore e l’anima, amore e connessione, sono un artista nell’anima e questo viene da te.
Continua a vivere nella musica, papà, continua a suonare ovunque tu sia e lo farò anch’io, il tuo piccolo me, il tuo universo, il nuovo Re del Ring. Ti amo più di ogni altra cosa in questa galassia e spero che tu sia fiero di me.
Jahfari
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