RitmoInLevare intervista la Ska Band: ARPIONI

 

Il portale RitmoInLevare è lieto di intervistare Franco, chitarra e coautore assieme a Kino della famosa Ska band Arpioni nata nel lontano 1990, ad ora uno dei gruppi più longevi della scena ska italiana che da pochissimi giorni ha pubblicato il loro nuovo disco “Les Jeux Sont Faits”.

1. Ciao Franco, ti diamo il benvenuto sul nostro portale, iniziamo con la prima domanda: Com’è secondo te l’attuale scena dello stile Ska in Italia?

1. Ah, perché c’è una scena ska in Italia? Diciamo che ci sono soggettività. C’è un pubblico di appassionati decisamente di nuovo in crescita e non mancano le band, ma non ci sono festival, appuntamenti di riferimento che unifichino il tutto. Da segnalare l’eccezione della pagina Italian Ska su Facebook, che cresce costantemente.

2. Parlaci dei tuoi compagni di avventura della band!

2. La band è un’esperienza collettiva e col passare degli anni vi sono transitate più di trenta persone, ognuna con le sue peculiarità musicali. Io e Kino siamo i due pilastri, per così dire e col tempo siamo anche diventati i principali autori e produttori sia della musica che dei video. Questo però non osta con la libera espressione di ognuno, che ovviamente contribuisce a creare il suono, della band, soprattutto nei live. Ora siamo sette persone più una serie di altri musicisti che sono molto più che un semplice rimpiazzo in caso di assenze nei live. Così non saremmo quelli che siamo senza Puccio al basso e sena la sua debordante carica umana. Senza Andrea, tastierista poliedrico prestato alla microbiologia. Che sarebbe di noi senza Alessandro e Thomas, che percuotono con precisione, sempre un poco indietro o troppo avanti, a secondo del brano. Che sarebbe stato delle linee dei fiati da noi due solo abbozzate senza le preziose scritture del maestro Gabriele e del suo sodale Alessandro. Insomma: la banda!

3. Iniziamo a parlare del vostro nuovo disco, in breve, come è nato e come si è evoluto fino alla sua pubblicazione!

3. Storia complessa: tutta colpa del COVID. Cominciammo progettando un EP e nel marzo 2019 finimmo di registrare tre brani appena prima del lockdown. Durante la sosta forzata realizzammo il video di Les Jeux Sont Faits, chiedendo a molti amici un contributo video da casa, e nel frattempo cominciammo a pensare di fare un disco completo, visto che le idee e le scritture non mancavano. Decidemmo di lanciare un crowdfunfing per sostenere l’operazione, e anche per capire chi ci avrebbe sostenuto. Le cose andarono bene e così cominciammo a sistemare le strutture dei brani, e io cominciai un lavoro itinerante per lavorare sulle parti di ognuno, visto che le sale prova erano off limits. Lo stesso accadde per lo studio. Ci si vide in pochi per volta e poi vi fu un paziente lavoro di cucitura, meticoloso e artigianale di tutti i brani. Tutto questo però permise di riflettere bene sulle strutture e sugli arrangiamenti, così come per le voci, riascoltate con calma e riprese o rifatte la dove non ci convincevano. Dobbiamo anche ringraziare la perizia e la pazienza di Riky Anelli, che da bravo co producer ci ha guidato quando serviva e si è fatto vettore delle nostre richieste per creare il giusto sound e intervenendo sia con la chitarra, che il basso e nel curare (e anche cantare) le armonizzazioni dei cori. Nel frattempo noi abbiamo realizzato altri due video, rubando spazi fra un blocco e l’altro. Tutta roba che trovaste comodamente su www.arpioni.eu, giusto per !!!

4. L’album è composto da 12 brani, i loro testi di cosa parlano e raccontano!

4. Siamo noi, as usual. Echi di vicende personali, ovviamente ripresi in maniera onirica e fuori da ogni vocazione per la cronaca. Così come pagine di lotta e disincanto, che non ci fanno smettere di essere in campo. Il nostro essere comunque di parte, militanti, se pure in questi tempi di confusione e sgomento, non viene meno e in brani come “Non vorrei fare la guerra” e “E si vincerà” continuiamo a gridarlo forte. Ci sono echi del nostro nomadismo musicale e di soggetti viventi. La grecia del rebetiko in “Perso per perso”, Le suggestioni della musica popolare del centro Italia ne “La pecora nera”. La nostra Rumbia di “Il tour dei bar”, o lo skachacha di “Bailando ska cha cha”. Le intrusioni funk in “Les jeux sont faits” e in “Ciao mondo”, Il sapore jazzy e le reminiscenze del cabaret milanese in “Nancy” e la smodata passione per le radici dello ska e del R’nB di “Vai via”, “Non basterai tu” e di “Giusto o sbagliato”. Infine il tributo alla Two Tone di “Non vorrei fare la guerra”. Non ci siamo fatti mancare nulla.

5. All’interno del disco ci sono varie collaborazioni con diversi artisti, puoi dirci come sono nate?

5. Ogni partecipazione è nata molto spontaneamente. Mentre scrivevamo, registravamo e addirittura mixavamo ci veniva da dire: “ehy ma qui ci starebbe bene questo.”. Oppure “che dici qui chiediao a quell’altro di suonare qualcosa?”. Ci pareva di sentirli già nel brano e così chiedevamo, e loro ci stavano, entusiasti. Così per l’amico Pinguino Elio Biffi, compagno di bisbocce berganasche la fisa in E si vincerà e le tastiere e il piano in Nancy. Come per il trombone di Sandocan, dalla Banda Bassotti, presente in ogni brano. E che dire del Baritono di Marcello Aloè nostro collaboratore da anni e soprattutto attivo con Shandon e Magnetics in Bailando Ska cha cha, Les jeux sont faits e ne Il tour dei bar. Ma pure le voci di …Ciocca in La pecora nera e di Picchio Banda Bassotti in E si vincerà. Le suggestioni rebetike di … in perso per perso e la magia dell’intreccio fra bouzouki e fisarmonica di Andrea Mei (Nomadi, Gang e mille cose ancora) in La pecora nera. E poi le amiche come Kristah, Hare, Claudia e Valentina che hanno fastto cori e spinto tantissimo. Tutta rob spontanea e genuina

6. Con l’uscita del nuovo album sarà portato sui palchi con un tour?

6. Cominciamo il 23 Aprile nella nostra Bergamo. Suoneremo tutto il disco, poi un po’ di vecchie glorie e qualche sorpresa. Ci saranno tanti amici sul palcio e saranno pure i 25 anni del Pacì Paciana, il CS di Bergamo cui siamo molto legati da sempre. Stiamo costruendo un palinsesto in via di definizione e le richieste non mancano. C’è comunque posto per tutti, non spingete.

7. C’è un aneddoto che ci vuoi raccontare che è successo durante la registrazione dell’album?

7. Più che un aneddoto vorrei trasmettere a chi legge una sensazione che ci ha accompagnato durante tutta la produzione, Ogni cosa che si faceva, ogni momento anche difficile, portava nuove idee e nuova definizione della qualità di ciò che stavamo producendo. La coscienza che non essersi fatti fermare dalla tragedia che stava coinvolgendo il paese e in particolare la nostra città fosse la cosa giusta da fare e che fare tutto bene, cercando di restituire a chi aveva prodotto insieme a noi il lavoro, prima di tutto credendoci e finanziandolo, fosse un nostro dovere, oltre che un piacere. Insomma: ce l’abbiamo messa tutta e ci sentiamo davvero soddisfatti e grati a tutte e tutti i nostri sostenitori. Ci sentiamo comunità, cosa di cui in questi tempi ci sembra ci sia davvero tanto bisogno.

8. Un tuo desiderio che vorresti in questo periodo non molto bello per l’intero universo!

8. Sono tanti i desideri, ma ci scuserete se preferiamo evitare di cadere in banalità tipo “la pace nel mondo”, “la giustizia sociale” e cose così.

9. Come sempre chiediamo di lasciare un messaggio a tutti coloro che leggeranno questa intervista.

9. Semplicemente, se vi abbiamo incuriosito, passate da www.arpioni.it, mettete tutti i like possibili, iscrivetevi ai nostri social, ma soprattutto: ascoltate la nostra musica e venite a vederci se passiamo dalle vostre parti.

(Sevejah / Servizio Stampa Ritmoinlevare)


Per saperne di più sul nuovo Disco: (Clicca qui)


CONTATTI:

Arpioni / Facebook: (Clicca qui)
Arpioni / YouTube: (Clicca qui)
Arpioni / Instagram: (Clicca qui)
Arpioni / Sito Web: (Clicca qui)