
Roble Factory annuncia l’uscita di ‘Cosa Resta’, il nuovo singolo dei Train To Roots, storica band sarda che torna con un brano intenso e diretto, capace ancora una volta di affermare con forza la propria identità artistica e il proprio impegno.
Con ‘Cosa Resta’, i Train To Roots firmano una traccia potente e senza compromessi, una presa di posizione lucida e coraggiosa contro un sistema che – tra manipolazione mediatica, disuguaglianze e contraddizioni globali – sembra anestetizzare coscienze e sentimenti. Il brano si sviluppa come una denuncia esplicita: guerre giustificate in nome della pace e della democrazia, sfruttamento di territori e persone, narrazioni distorte che normalizzano ciò che normale non dovrebbe essere.
La band racconta una realtà percepita come una sottrazione continua: un’“illegittima rapina” delle emozioni collettive, che alimenta insicurezza, ansia e sfiducia nel futuro. In questo contesto, Cosa Resta si trasforma in un invito a reagire, a recuperare consapevolezza e spirito critico.
Il cuore del brano è racchiuso nella domanda che conclude il testo: cosa resta dopo aver venduto la propria anima? Un interrogativo che risuona come monito e riflessione aperta.
Registrato, mixato e masterizzato presso il Roble Factory Studio di Alghero – quartier generale della band – il singolo rappresenta una nuova tappa nel percorso artistico dei Train To Roots, confermando la loro capacità di coniugare musica e contenuto.
L’uscita di ‘Cosa Resta’ è accompagnata da un videoclip ufficiale girato durante il tour in Messico dello scorso dicembre, occasione in cui il brano è stato presentato dal vivo in anteprima, consolidando il legame della band con il pubblico internazionale. Disponibile ora su tutte le piattaforme digitali.
DIGITAL STORE: (YouTube)
TESTO:
Predicano libertà
Seminano panico e disonestà
Ti rubano l’anima e l’identità
Lo fanno passare per normalità
La solita rapina ora sotto a chi tocca
questa è l’ora della caccia con la bava alla bocca
per vederli bene in faccia devi darli la borsa
con la lista della spesa stretto dentro una morsa
In nome della legge voglio tutto ciò che resta
pugno duro della destra che ti pesta e poi ti arresta
il nome non gli sfugge lasci un segno ovunque passi
e anche se poi ti nascondi sanno sempre cosa fai
Oh, è una illegittima rapina
Oh la vostra fine si avvicina.
Predicano libertà
Seminano panico e disonestà
Ti rubano l’anima e l’identità
Lo fanno passare per normalità
Il demone ti abbaglia sotto forma di soldi
di diritti cancellati governati da folli
tutti quanti abbiamo un prezzo ma non è troppo tardi
resta in basso, resta ai bordi, sono periodi caldi
La società inquinata se la ride e se la spassa
tutta lascia poi collassa dice tanto tutto passa
il politico che ride con un’altra super tassa
poi ti dissa ti fa fesso mentre scavano la fossa
Oh La vostra fine si avvicina
Oh Lo giuro non mi avrete mai
Predicano libertà
Seminano panico e disonestà
Ti rubano l’anima e l’identità
Lo fanno passare per normalità
Oh, Dimmi cosa resta?Oh, Dopo persa l’anima
Oh, Questa vita non aspettaOh, indietro non si torna mai
CREDITI:
Musica e testi: Antonio Leardi, Simone Pireddu, Giampaolo Bolelli
Prodotto, registrato e mixato da Antonio Leardi al Roble Factory Studio
Video: Nicola Tranquillo
Etichetta: Roble Records
Grazie a Antidoping e Underground Mexico
Roble Records
Roble Records è la naturale estensione dell’esperienza maturata da Roble Factory nel mondo della produzione creativa. L’etichetta discografica nasce da una comunità artistica basata sulla collaborazione e la sperimentazione nel campo della produzione musicale, della creazione di contenuti audiovisivi, del management, del branding, della distribuzione digitale e del booking.
BIOGRAFIA
Train To Roots
Nati in Sardegna nel 2004, i Train To Roots sono ormai da tempo una delle band più rinomate della scena reggae italiana e hanno conquistato il pubblico di centinaia di concerti in tutta Europa. Caratterizzati da una maturazione costante e da live esplosivi, nella loro discografia hanno mantenuto un mix particolare di stili e lingue, in cui trovano spazio le varie sfumature della musica giamaicana e della black music con testi impegnati e divertenti in italiano, sardo e inglese.
Iniziano il loro percorso con l’album di debutto omonimo Train To Roots (2005), a cui segue Terra e acqua (2008) con i featuring di Sargento Garcia e Ranking Joe, e che sarà rieditato nel 2009 con due bonus track, tra cui una collaborazione con Errol Bellot. Successivamente pubblicano Breathin’ faya (2011) e Growing (INRI, 2014) che segna un punto di svolta per la band che porta un nuovo modo di lavorare e introduce nuovi stili della musica nera.
Il quinto disco Home (INRI, 2016), distribuito globalmente attraverso VPAL Music, vede la partecipazione dei connazionali Clementino, Madh, Levante e Lion D, oltre agli spagnoli Aspencat e Auxili. Il loro sesto lavoro è Declaration N° 6, (INRI, 2017) composto da undici tracce inedite arricchite dalla preziosa partecipazione di Bunna, leader e voce degli Africa Unite, e del cantautore milanese Eugenio Finardi.
I Train To Roots in questi diciotto anni di carriera hanno incorporato alla loro musica numerosi elementi contemporanei e affrontato diversi cambiamenti in una crescita continua che nel 2019 li porta a indirizzare il treno nuovamente verso le radici in senso ampio, con un ritorno al roots reggae cantato in sardo e italiano, come si può ascoltare nel loro ultimo album Ancora Qui.
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