“Fly Down” il nuovo singolo/video di: Dr. Boost prod. Nanni Gaias

Dopo alcuni anni di assenza dalle uscite soliste, Dr. Boost rompe il silenzio. Il 14 aprile 2026 segna il ritorno ufficiale con “Fly Down”, un brano che non è solo una nuova uscita discografica, ma un frammento di vita messo in musica.

Il singolo, che vede la prestigiosa firma di Nanni Gaias alla produzione, è accompagnato da un videoclip ufficiale curato da Green Grass Film, già disponibile su YouTube.

Nonostante le collaborazioni degli ultimi anni, “Fly Down” rappresenta il primo passo di un nuovo percorso solista per Dr. Boost. Un ritorno vissuto con la freschezza di un esordiente, ma con il peso specifico dell’esperienza accumulata nel tempo.

“Non sto a dilungarmi su significati e spiegazioni. Questa Tune è semplicemente la storia di ciò che vivo e che ho vissuto. Rappresenta parti importanti del mio percorso di vita che ho sentito la necessità di raccontare.” — Dr. Boost

L’artista ha inoltre annunciato che questo è solo l’inizio di una fase molto prolifica: sono infatti previste nuove uscite con cadenza quasi mensile.

Il progetto visivo di “Fly Down” porta la firma di Mirko Decandia (Green Grass Film), che ha curato regia, fotografia e montaggio. Il video è stato girato tra le atmosfere urbane di Olbia e gli spazi creativi di Barcellona (ECVA Can Batlló), creando un ponte visivo che riflette l’internazionalità e la profondità del pezzo.

Il brano è una produzione curata nei minimi dettagli, registrata presso il Black Vibe Studio di Berchidda, mentre il mastering è stato curato dalle sapienti mani di Walter Buonanno al Teide Music Studio.

“Fly Down” è disponibile da oggi su tutte le piattaforme di streaming digitale. Se vibra con le vostre frequenze, premete play e condividetelo!

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(Sevejah / Servizio Stampa RitmoInLevare)



DIGITAL STORE: (YouTube)


TESTO:

STROFA 1
Benvenuti tra le vecchie strade della scena,
vibe nella vena qui nell’isola, botte di vita sane
come i bassi sullo stomaco di doppia K,
oggi DRB racconta, nuova storia, nuova traccia.
Cresco con Bud Spencer, Lenders, Fender, Blender.
Dai cantieri con Babbo a Tosh, Marley.
Mirto, chessa, asfalto, palmatusciu e pampana.
Tra via Antonelli e Galilei mi innamorai di lei che
Veniva dal Sud, il primo bacio tra le onde,
zero rotende i primi busi alle vaschette al tramonto.
Ogni ricordo e nitido e chiaro, qualcuno c’ha il sapore amaro. Sputo veneno ma non baro.
Un caso raro in città diverso per davvero,
piccoli furti qua e la per far sentire che c’ero.
La prima volta dentro una volante avete 15 anni.
Mai vestiti i loro panni dai servi, va da se:
Non sopporto il celeste, il rosso-nero, il grigio.
Prepotenti ed arroganti rendono servigio.
Me lo accendo con un gioco di prestigio
alla faccia di chi al potere è ligio (Dub Wise prodigio).
La fissa per gli Alma e fisso il lavoro estivo.
Schivo, istintivo, gia puntavo all’obiettivo
e intanto scaricavo mangimi per animali e
dicevo alla mia città “ti lascerò!” mentre aprivo le ali.
Ascù… avevo fame di fuga, il quartiere, la via.
non seguo la scia, qui è l’idiocrazia.
La strategia quindi è capire qualcosa, carpire qualcosa, colpire e poi volare tipo mariposa.
Su col mento, dub, hard core, fomento,
sempre in gana apprendo, sempre in movimento.
Ogni tanto poi ripenso ed il respiro si fa lento,
sono costretto a vivere correndo.
RIT.
Sono anni di passione sempre fin dal primo round, con liriche taglienti e divisive sul sound.
Non conta tanto l’underground quanto il background Fly Down, Fly Down
Sono anni di passione sempre sopra questo sound, con liriche taglienti adesso parte il countdown.
Non conta tanto l’underground quanto il background Fly Down, Fly Down
STROFA2
Coi miei compari qua, restiamo svegli ed agguerriti
Troppi i feriti per il cash, sodomiti.
Freekkettoni con testi da finti buddisti,
ma io vi conosco, quindi inutile che insisti.
Visti e rivisti, arrivisti, finti satanisti,
tristi sul tubo, le figgete ballano sul cubo.
Nelle discoteche questa roba non la trovi,
sta nei covi sotterranei, quelli vecchi e quelli nuovi.
Sai, nel 96 al Forte cresco soundboy, cresco forte sai Boy? In strada i manganelli su di noi, puoi
restare vago e indifferente, se lo stato schiaccia
certa gente ci mette la faccia, è una vitaccia!
Senza Borraccia, assetati, è il 99 sul Montalbo,
poi nel Bunker io, KK, Dubbettoni e Balto.
Il sindacato Dub protegge.
Noi fuorilegge nei club, ma fuori dal gregge (ah)
Amo la terra che calpesto, è una parte di me.
Se la racconto in ogni testo è solo perché
non vorrei più una costa con soldi, puttane, macchinoni
e margine un milione e mezzo di coglioni!
Sogno un intifaida vera, non per quello che c’era
ne per quello che c’è, sai che c’è?
Coltivo indipendentzia intorno a un narghilè,
prima vediamo chi sei dopo parliamo di cachet, masciumè… Tutti concentrati sul profitto nella musica,
nessuno dice un cazzo, è una guerra pudida.
Magari c’hai ragione sarà che supero i 50,
o forse son davvero in troppi a mettersi a ’90.
One check e si riparte, tipo la prima volta,
sul mic solo arte di parte, ne brucio molta.
Voglio esser ricordato solo per quello che ho dato,
Non essere adorato, consumato e più gettato.
RIT.
Sono anni di passione sempre fin dal primo round, con liriche taglienti e divisive sul sound.
Non conta tanto l’underground quanto il background Fly Down, Fly Down.
Sono anni di passione sempre sopra questo sound, con liriche taglienti adesso parte il countdown.
Non conta tanto l’underground quanto il background Fly Down, Fly Down.


CREDITI:

Voce e Testi: Dr. Boost (Sebastiano Piras)
Produzione e Mix: Nanni Gaias
Basso, Batteria, Chitarra, Tastiere: Nanni Gaias
Mastering: Walter Buonanno a Teide Music Studio
Regia Video: Mirko Decandia (Green Grass Film)
Fotografia Cover. Jantima Verri
Dancer: Rebecca
Produzione: A Sámbene Production / Bandhuleri Production.
Ringraziamenti Speciali
Il progetto ha visto la collaborazione e il supporto di diverse realtà e professionisti:
Nicola Carboni (Assistente)
Holo Studio & Spazio Holo
Basedodici Olbia
Shardana Sound System
Can Batlló (Barcelona)


BIOGRAFIA

Dr. Boost, Singer/Toaster sardo attivo dagli anni ’90, considerato tra i fondatori della scena reggae isolana, ha all’attivo vari album, decine di singoli, e tour in Italia ed Europa.
Dagli esordi, nei lavori con King Kietu, si occupa spesso anche delle linee di basso. Il suo cantato in sardo e in italiano si caratterizza per l’affrontare tematiche schiette, riflessive, a sfondo sociale e “di strada”, senza però disdegnare argomenti più leggeri e lover.


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