RitmoInLevare intervista Train To Roots

Eccoci di nuovo con una delle nostre interviste, e questa volta lo facciamo con una delle band che per noi e di famiglia, stiamo parlando della band sarda Train To Roots.
Nati nel 2004 ormai da tempo una delle band più conosciute della scena reggae italiana ed Europa.
I Train To Roots in questi venti anni di carriera hanno all’attivo sei album e innumerevoli concerti, anche in festival molto importanti, ora è imminente l’uscita del loro settimo album e vogliamo saperne qualcosa.


1. Dandovi il benvenuto sul nostro portale partiamo con la prima domanda, presentateci questo nuovo lavoro.

1. Grazie a voi per lo spazio concesso.
Il nostro nuovo album è un lavoro che rappresenta a pieno la vera essenza e l’anima dei TTR.
Tutte le tracce sono state registrate in analogico, come si faceva un tempo, ogni strumento è stato suonato. Abbiamo voluto studiare ogni minimo dettaglio, anche sulle liriche e sulle tematiche dei testi che sono cantati in italiano e in sardo.
Insomma, abbiamo voluto fare un album che rappresentasse a pieno ciò che sono stati e che sono ora i TTR. Forse siamo un po’ fuori moda, differenti da tutto ciò che l’industria musicale propone in questa epoca. Siamo orgogliosi di aver fatto un lavoro reggae roots original, che è ciò per cui siamo nati.

2. Quale sarà il titolo del disco e da dove nasce?

2. Il titolo sarà “Ancora qui”. Il titolo nasce dalla consapevolezza che dopotutto ciò che abbiamo fatto, superato, dopo tutte le cadute, tutti i cambiamenti e dopo tutti questi anni, per noi è una grande gioia poter stare ancora insieme e poter urlare, e in questo caso cantare, che siamo ancora qui uniti come una vera famiglia per fare insieme ciò che più amiamo.

3. Diteci qualcosa sulle delle tracce che compongono l’album.

3. L’album sarà composto da 11 tracce, alcune di queste sono già uscite come singoli in questi anni di pausa “forzata”, con un mix nuovo e si vanno ad aggiungere ad altre 5 canzoni inedite di cui un remix ed una dub version.

4. Oltre a voi ci sono collaborazioni di altri artisti?

4. In quest’album abbiamo voluto coinvolgere il grande Gaudi, che abbiamo invitato nel nostro studio, quello della Roble Factory di Alghero, per affidargli la traccia “Paxi” (che tradotto significa Pace) e siamo veramente felici del risultato finale.

5. C’è un aneddoto che ci vuoi raccontare che è successo durante la registrazione dell’album?

5. Non saprei, ce ne sono stati tanti e diversi tra loro, ma forse la cosa più bella è stata quella di poter avere uno studio tutto per noi, dove poter stare insieme 24 ore su 24 che ci ha dato la possibilità di lavorare senza fretta e senza perdere il focus del lavoro da fare. Grazie ovviamente alla Roble Factory che è dotata pure di tanti posti letto, cucina, piscina, giardino immenso, immersi nella natura incontaminata, senza linea telefonica e a pochi km dal mare della splendida Alghero.

6. Ci sarà un tour che porterà il nuovo album per ascoltarlo live!

6. Noi speriamo vivamente di si. Non vediamo l’ora di far sentire i nostri nuovi lavori dal vivo al pubblico, per viverlo appieno insieme alla gente. Ci stiamo ovviamente lavorando con il nostro staff e management e speriamo che dalla primavera in poi si riesca finalmente a viaggiare e a far viaggiare tutti quelli che avranno il piacere di seguirci. Poi l’anno prossimo festeggeremo 20 anni di attività, e vogliamo celebrare questo importante traguardo dal vivo!

7. La musica reggae in Sardegna è molto seguita, ci sono nuovi artisti pronti a farsi conoscere?

7. La musica reggae, anche in Sardegna vive la crisi che vive a livello nazionale e internazionale.
Purtroppo le nuove generazioni hanno un po’ perso interesse e attenzione verso questo genere.
Si fa fatica a trovare spazi, locali e\o feste che puntino ed investano soprattutto su band ed eventi reggae. Qui spingiamo grazie ad alcune realtà che fanno di tutto per tenere viva la scena (Sista Namely, Forelock, Isla Sound, Paolinho, Hi Vibes per citarne alcuni), ma purtroppo anche qui ormai i locali, club, comitati e festival puntano tutti al prodotto “commerciale”, alla “musica” usa e getta che ormai da anni ha preso il sopravvento in Italia e anche il pubblico segue questa tendenza. Non è di grande stimolo per noi musicisti, devo essere sincero, ma alla fine noi andiamo avanti a testa alta.

8. Come al solito chiediamo di fare un saluto ai nostri lettori!

8. Mando un forte abbraccio pieno di luce e amore a tutti i lettori.
Nella speranza che gioia e salute non manchino mai a nessuno e che prima o poi ci si possa di nuovo abbracciare e ritrovarci tutti insieme in giro per l’Italia e l’Europa.
One Love

Le risposte sono state scritte da Bujumannu.

(Sevejah / Servizio Stampa RitmoInLevare)


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