“Old School” il nuovo singolo di: Bujumannu

“Old school” (Vecchia scuola), profumo di un tempo passato, dove la nostra unicità era ciò che ci differenziava; ed è proprio questo ciò che il brano comunica, nei sui passaggi più importanti: il diritto ad essere sé stessi. Perché oggi siamo schiavi di meccanismi tanto sui social quanto nella vita reale che impongono chi e cosa devi essere, cosa devi ascoltare, cosa devi cantare.

Troppo spesso la gente elargisce giudizi ergendosi su piedistalli privi di morale.

Tra le note di questa canzone è forte l’invito a vivere la propria vita senza temere le inevitabili sconfitte, accettandole come opportunità di crescita e non di fallimento.

A fregarsene di chi critica distruttivamente, perché figlio dell’invidia di chi non riesce ad uscire di un centimetro dalla propria mediocrità.

Ad essere orgogliosi delle proprie origini, concetto che risalta in maniera esplosiva nel suo cantare a testa alta in Lingua Sarda.

Ad essere pronti a tendere la mano a chi è in difficoltà.

Questo brano è un ritorno ai valori di un tempo che sembra quasi svanito, dove una stretta di mano era quanto di più potente ed onesto potesse esserci: un brano old school.


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TESTO:

Questa è roba sana, vecchia scuola, old school
fai su tuu, e no mi seghist su cu’

Un andito lungo tante luci sopra il tetto
Qui mi sento male non ricordo chi l’ha detto
Sembra un brutto sogno ma lo riesco a controllare
Corro solo in strada so che non può farmi male
Perché stretta tra le dita tengo ancora la mia vita
Conto su me stesso e non avrò paura
Amo questa vita anche se è molto dura
Cado molto spesso ma mi rialzo ancora

Io non ho un dio, ma ho una grande fede
Io seguo il mio istinto e il mio istinto a guidarmi
Mi guida tra gli spazi e il tempo è limitato
Come una candela a poco a poco si spegne,
Si spegne come lo sguardo di chi è perso
Di chi parte con l’idea della sconfitta
Mio caro compagno lotta o è finita
Pesadi’ de press – boccimi su stress

Questa è roba sana, vecchia scuola, old school
fai su tuu, e no mi seghist su cu’

no mi seghist su cu’, fai su tuu
scartu e bussu e immui mudu
piga custa, ascurta e cagliadi mudu
parit ora ‘e ti ndi andai, tenis sempri cosa’ e nai
pro s’amigu chi est una vida chi est donendusi de fai
e pro sa terra chi t’at crèsciu chentza su dinai
no mi faisi prus arrì. Fidadì
ora piga e spesadì, crocadì, deu prexau de primu dii

deu seu nàsciu in bàsciu,
me in sa ruga crèsciu
cantu pro sa zenti mia,
meda pro sa limba mia,
fissu pro sa terra mia
chi mi cicas m’agatas
me innoi nc’est fragu ‘e maria
chi mi cicas m’ agatas
custa est sa pàraula mia

Questa è roba sana, vecchia scuola, old school
fai su tuu, e no mi seghist su cu’

Traduzione Sardo/Italiano:

Ma lasciami perdere, tu fai il tuo
Scarto, busso e ora muto.
Prendi questa ascolta e ora stai muto.
Sembra ora di andar via,
hai sempre qualcosa da dire
contro i tuoi amici che da una vita si danno tanto da fare
contro la tua Terra che mi ama e ti ha cresciuto anche senza soldi
Non mi fai più ridere, fidati.
Ora prendi e sparisci, vai a letto, io sono nato felice.

Io sono nato dal basso, sono cresciuto nella strada,
Canto per la mia gente, tanto per la mia lingua,
e fisso per la mia Terra!
Se mi cerchi mi troverai dove c’è un buon odore di Maria.
Se mi cerchi mi troverai, questa è la mia parola.


CREDITI:

Musica: Riza Penjoel alias RP BEATS
Registrato e Mixato: Carlo Figus al Sardinia Proud Action Studio
Masterizzato: Greezzly
Regia e montaggio video: Francesco Mura
Un ringraziamento speciale: Marco “Il presidente ha sempre ragione” Fais, Tommaso Pol Gieri, Gioele Pinna, Luca De Vita, Giuanna Dessi


BIOGRAFIA

Bujumannu sale giovanissimo per la prima volta su un palco nel 1990 con i “Noize Posse” gruppo Hip Hop di Serramanna (SU).
Nel 1996 fonda gli “Skami Ska”, che ancora oggi sono ricordati per la grande energia degli spettacoli live e soprattutto come uno dei primi e più rappresentativi gruppi SKA-REGGAE isolani, con il quale realizza 2 album
(Sogno la Jamaica nel 1998 e Fusivisibilmente nel 1999).

Dal 2002 al 2004 continua il suo percorso in Lombardia con i Radio Island.
Inizia nel 2005 l’esperienza con i Train To Roots che a tutt’oggi sono una delle band più importanti e attive della scena reggae internazionale.
Con oltre 17 anni di attività, caratterizzati da una maturazione costante e da live esplosivi.
Nella loro discografia hanno mantenuto un mix particolare di stili e lingue, in cui trovano spazio le varie sfumature della musica giamaicana e della black music con testi impegnati e divertenti in italiano, sardo e inglese.
Discografia:
– Train To Roots (2005)
– Terra e Acqua (2008) con Sargento Garcia, Ranking Joe, Errol Bellot
– Breathin’ Faya (2011)
– Growing (2014)
– Home (2016), distribuito globalmente attraverso VPAL, vede la partecipazione dei connazionali Clementino, Madh, Levante e Lion D e i Catalani Aspencat e Auxili.
– Declaration N° 6 (2017) composto da undici tracce inedite arricchite dalla preziosa partecipazione di Bunna, leader e voce degli Africa Unite, e del cantautore milanese Eugenio Finardi.

Nel 2013 esce il suo primo album da solista dal titolo emblematico “Fatti Trasportare”, co-prodotto con tutti i suoi fans tramite un crowdfunding di successo e con la “Murda Sound Records”.

A Marzo del 2020 esce il suo 2° album dal titolo “Atlantide” con il quale vince il “Premio Archivio Musicale Mario Cervo” di Olbia (OT) come miglior disco dell’anno.

Un Album eclettico, introspettivo e divertente, Atlantide è un viaggio dalle calde sonorità della musica in levare fino al dinamico funky groove. 13 brani attraverso i quali l’autore racconta esperienze ed emozioni che incontrano il cuore di chi ascolta e allo stesso tempo ci regala atmosfere talmente divertenti da poter infuocare ogni dancehall. Bujumannu non si preclude di certo collaborazioni con artisti con i quali condivide le principali missioni di vita e diffonde con loro messaggi di coraggio e Rivoluzione Umana. Canta inoltre la magia della sua terra, l’amata Sardegna, come un luogo mistico da scoprire e da vivere riconducendola con fierezza ad Atlantide, ragionamento che trova casa nel brano omonimo che da il titolo all’album. In un vero concentrato di fresca energia e messaggi per la sua “Positive Massive Army” Bujumannu da ancora una volta tutto se stesso: “A noi il compito di difendere la Terra, regalare amore, speranza, forza per non smettere mai di combattere e trasformare l’impossibile in possibile. Un mondo migliore ovvero in pace e sano di valori” mentre “Al vento il compito di prendere per mano le rondini e di liberare questo cielo”.


CONTATTI:

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